Assenza presenza

22 - 23 Giugno 2019 

Palazzo Malmignati, Lendinara (RO)

Federico Aprile, Elisa Bertaglia, Valentina Burel, Jessica Ferro, Daniele Gagliardi, Alice Padovani, Gevis Lekiqi, Alice Mestriner & Ahad Moslemi, Jacopo Naccarato, Federica Poletti, Lucia Zavatta

a cura di Giorgia Bergantin - con la collaborazione del FAI Giovani Rovigo

“L’assenza è, per colui che ama, la più sicura, la più efficace, la più viva, la più indistruttibile, la più fedele delle presenze” M. Proust

 

   Riabitare un luogo chiuso da molto tempo è un’avventura; riaprire le finestre è un’esperienza emozionante che permette di vivere stanze che un tempo erano state di conti e contesse. Attraversandole, si possono immaginare i dialoghi di questi personaggi, le discussioni e le riconciliazioni, le carezze tra due amanti, le risate e le strilla dei bambini...ma anche gli addii di questi proprietari, che un giorno hanno preso le chiavi di casa e le hanno usate un’ultima volta per chiudere per sempre il portone.

         Da quel momento queste stanze dai soffitti altissimi si sono riempite di polvere. Nessuna ombra umana ha più oscurato i pavimenti alla veneziana di questo grande palazzo. L’assenza assoluta ha regnato sovrana, indisturbata e solitaria senza rivolgere parola a nessuno. Anche l’assenza degli oggetti ha pesato solenne fra queste mura: i molti libri antichi della biblioteca sono stati spazzati via insieme ad arazzi, mobili e specchi. Le cose sono scomparse lasciando il posto a ciò che è invisibile, solamente intuibile, come un graffio su una parete, un divano ormai sfondato, un brandello di tappezzeria, un camino spento. Se l’interno del palazzo si è nutrito di solo buio o di qualche sottile spiraglio di luce che si è infilato tra le serrature e gli spifferi delle finestre, le massicce pareti esterne hanno potuto continuare a contemplare le stagioni, tremare con il freddo dell’inverno e scaldarsi nelle ore più calde dell’estate. Ma nessun bambino ha più giocato a nascondino o corso nel prato, nessun giardiniere è stato sgridato perché, sbadato, si era scordato di raccogliere le foglie secche. La natura, nel suo infinito ciclo di vita, ha trovato una nuova dimora in cui poter crescere e così, il giardino all’italiana ha perso le sue sembianze trasformandosi in un bosco indomabile e selvaggio. Libera da qualsiasi ostacolo, l’assenza ha vissuto questo luogo per anni, finché la mano dell’uomo, di nuovo, ricordandosi di questo posto affascinante e imponente, se ne è riappropriata.

     Oggi Palazzo Malmignati attende impaziente di ospitare nuove storie, continuando a soffrire di un’inguaribile nostalgia del passato. Le tracce velate dell’assenza accompagnano le nuove presenze verso il futuro, senza dimenticare la loro origine antica, ancora percepibile nei ricordi che animano gli ambienti di questa dimora. Dodici giovani artisti colpiti dalla magia di questo palazzo antico hanno dato nuova vita a stanze incustodite e silenziose, inaugurando un nuovo presente.